Cosa ho Bevuto Durante le Feste

Con l'intento di offrire dei consigli validi tutto l'anno, vi descriverò in breve i vini che mi hanno accompagnato, più o meno piacevolmente, durante ...

Con l’intento di offrire dei consigli validi tutto l’anno, vi descriverò in breve i vini che mi hanno accompagnato, più o meno piacevolmente, durante queste feste

Premetto che non ho scelto i vini degustati in base ai cibi che avevo in tavola, cosa che si rivela sempre e comunque un errore. A mia discolpa solo il fatto che, la maggior parte delle volte, non sapevo proprio cosa avrei mangiato e quindi ho preferito improvvisare… e rischiare. Morale della favola, ho quasi sempre azzeccato la scelta dei vini, davvero tutti degni di nota, e ho anche mangiato sempre bene. Purtroppo però non sempre le due componenti sono andate d’accordo tra di loro, cosa che mi costringerà la prossima volta a fare più attenzione.

Il Primitivo l’ha indubbiamente fatta da padrone in tavola, con due espressioni davvero interessanti di questo vitigno che raramente delude. Ecco i vini nello specifico:

Primitivo Salento Igt Fiore di Vigna 2009 Paolo Leo

Una vera sorpresa questo rosso pieno e avvolgente, nato tra le province di Brindisi e di Taranto, che si presenta bello alla vista e interessante al naso ma che riesce a convincere pienamente in bocca, con una morbidezza non stucchevole, bilanciata da una giusta dose di acidità. I 14 gradi e mezzo si avvertono al primo assaggio ma con il giusto tempo nel bicchiere si stemperano lasciando spazio alle altre componenti del vino, soprattutto la ciliegia sotto spirito e un certo grado di tostatura figlio della maturazione di 12 mesi in barriques di rovere più sei mesi in bottiglia. Qui la scheda tecnica

Primitivo di Manduria Doc 2008 Feudi di San Marzano

Devo dire che la prima impressione di quest’altro Primitivo in purezza, coltivato nel territorio del comune di San Marzano in provincia di Taranto, non è stata esaltante, forse per l’incredibile dolcezza che mi ha avvolto al primo sorso, dandomi l’impressione di essere un prodotto volutamente spinto verso una nota eccessivamente amabile. Passato però il primo momento, il vino è riuscito a rivelare anche gli altri suoi aspetti interessanti, come la morbidezza del tannino e lo splendido retrogusto di cacao e caffè, senza dimenticare la lunghissima persistenza finale. Qui la scheda tecnica

Moscato d’Asti Docg 2010 Tenuta Langasco

L’ultima scelta che mi sarei immaginato di fare per il brindisi di fine anno era proprio un Moscato dolce, io che vivo nel paese delle bollicine brut, extra brut e pas dosé.

Ho aperto questa bottiglia, lo ammetto, con una certa diffidenza, pronto a trovarmi di fronte al solito vino dolce da panettone. Con mia grande sorpresa in vino si è rivelato sì dolce, ma non solo, per nulla banale e dotato di struttura e armonia globali a dare solidità al tutto. La zona di produzione di questo 100% Moscato Bianco si trova nella frazione di Madonna di Como nel comune di Alba e la fermentazione avviene in autoclave per circa un mese. Qui la scheda tecnica

Concludo dicendo che ho degustato anche un paio di vini bianchi fermi che non sono stati, ahimé, degni di nota e che pertanto non sono riusciti a meritarsi uno spazio in questo articolo. Vi lascio nella speranza di avervi dato alcuni spunti interessanti per i vostri futuri acquisti, e ora che avete qualche informazione in più potrete fare più attenzione di me all’abbinamento con il giusto piatto, accompagnando questi vini a cibi in grado di reggerli e valorizzarli al meglio. E buon nuovo anno a tutti!

Marco Andreani