Centoquattro Poesie di Emily Dickinson

Leggere Emily Dickinson significa confrontarsi con forza e libertà fuori dal comune, con una personalità che non ha paura di mostrarsi oltre l'orizzonte ...

Leggere Emily Dickinson significa confrontarsi con forza e libertà fuori dal comune, con una personalità che non ha paura di mostrarsi oltre l’orizzonte sconfinato dei propri versi

Emily Dickinson non nasconde, non mente, non inganna il proprio lettore, bensì lo rende partecipe, lo coinvolge in un viaggio che è continua scoperta e contemplazione al tempo stesso.

Queste Centoquattro Poesie sono una selezione a cura di Silvia Bre, che ha ricercato nella traduzione una perfetta aderenza alle parole della poetessa statunitense, con tutto il bagaglio dei molteplici significati che sanno racchiudere. Emily Dickinson pubblicò in vita soltanto sette delle 1775 poesie che compose durante l’arco della sua esistenza (1830 – 1886).

La mia personale sensazione leggendo questi splendidi versi è stata quella di trovarmi di fronte a continui paradossi, estremi uniti in armonie distoniche e illuminanti. Dalle poesie più soggettivamente empatiche a quelle per me meno palpabili ho comunque sempre avvertito un continuo e fortemente coeso senso di coerenza e consapevolezza.

Le grandi personalità, unite a grandi sensibilità artistiche, riescono a volte a racchiudere miracolosamente nei propri atti una vera e propria essenza, come la nota caratteristica di un vino, il sentore che lo rende unico e riconoscibile. La poesia di Emily Dickinson è così, riconoscibile nella sua unicità, lirica e moderna, cristallizzata nel tempo perennemente ciclico delle profondità dell’anima e del confronto con se stessi e con gli altri.

Concludo con i suoi versi, parole che ben la rappresentano e ne scolpiscono i tratti con la pennellata incerta del pittore che sa che ogni sbaffo sulla tela concorre a creare l’armonia dell’insieme.

Avessi l’arte – di bandire –
me da me stessa –
sarei invincibile fortezza
a tutti i cuori –

Ma poiché io stessa – do l’assalto a me –
come aver pace
se non sottomettendo
la consapevolezza?

E poiché siamo sovrane l’una all’altra
come farlo
se non abdicando –

me – da me – ?

Marco Andreani

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  1. mi sa che oggi stesso faccio un salto un libreria… Thanks

  2. [Author]

    prego :) e buona lettura

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