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  • Archivi per la categoria ‘corso di degustazione’

    L’olfatto – la finezza

    mercoledì, 22 ottobre 2008
    {lang: 'it'}

    Finezza e eleganza vanno a braccetto. Un buon vino deve possedere comunque sempre una certa finezza, anche se caratterizzato da un profumo intenso

    Wine bottle

    Per finezza olfattiva si intende proprio il grado di eleganza al naso di un vino in degustazione.

    La finezza si valuta in base alla quantità e alla varietà delle sensazioni olfattive che si percepiscono. Una corretta degustazione prevede una prima impressione al naso a bicchiere fermo, seguita da un’altra dopo aver fatto ruotare il vino nel calice.

    Il vino così ossigenato esprimerà meglio le sue caratteristiche. Se la differenza è minima e la gamma di sfumature olfattive non aumenta sarà un vino da non premiare in finezza.
    Se invece alla seconda “annusata” percepiamo note prima nascoste che vanno a affiancarsi alla sensazione inizialmente provata, allora il vino è un vino fine.

    L’olfatto – l’intensità

    martedì, 7 ottobre 2008
    {lang: 'it'}

    Un vino intenso colpisce subito il nostro naso, ma non è sempre una qualità del vino. Dipende da che sensazione predomina nel bicchiere

    Red WineL’intensità è la seconda caratteristica che si valuta, nell’analisi sensoriale olfattiva, durante una degustazione.

    Per intensità si intende semplicemente la quantità di profumo emanata dal vino e la sua persistenza nel calice.

    Non sempre si tratta di una qualità del vino, soprattutto perchè è spesso in contrasto con una qualità ben più importante, la finezza.

    Un vino potente, dunque, non sempre è un vino fine, dal momento che l’eccessiva intensità copre le sfumature e spesso anche l’armonia dei profumi.

    In definitiva un vino deve possedere una sua intensità, ma non invadente o monotona. Quanto basta per dare l’idea della struttura senza sacrificare le altre sensazioni che ricerchiamo con il nostro naso.

    L’olfatto – la franchezza

    lunedì, 15 settembre 2008
    {lang: 'it'}

    Iniziamo a parlare di naso, il vero esploratore delle qualità di un vino. L’odore può dirci molto e la franchezza, in particolare, non deve mai mancare

    ProfumoTecnicamente la franchezza è l’assenza di qualsiasi tipo di sensazione olfattiva sgradevole.

    Un vino deve sempre, e assolutamente, mancare di questo tipo di odori, altrimenti è un vino difettato.

    I principali odori sgradevoli di un vino sono

      ossidato o svanito
      acetoso
      di tappo
      di muffa
      di feccia
      di asciutto
      di ridotto
      di anidride solforosa

    Quando portate un bicchiere al naso, dunque, chiudete gli occhi e “sentite” cosa vi dice il cervello a vino fermo.
    Le sensazioni sgradevoli sono bandite, sbarrano la via all’assaggio.

    Se invece al naso è tutto ok possiamo procedere ad approfondire le sensazioni olfattive ruotando il vino nel bicchiere, ma di questo parleremo nella prossima lezione.

    La vista – l’intensità

    sabato, 23 agosto 2008
    {lang: 'it'}

    Questa terza lezione sull’aspetto visivo della degustazione riguarda l’intensità della colorazione in un determinato vino

    L’intensità di pigmentazione in un vino è determinata dalla quantità di sostanze coloranti nelle uve, i cosidetti antociani e flavoni, polifenoli del vino.

    Intensità

    Altri fattori che, alla base, determinano l’intensità visiva di un vino sono: il vitigno, il terreno, il grado di maturazione dell’uva, la sanità dell’uva e del processo di vinificazione, l’affinamento del vino.

    A seconda della quantità di colore presente, possiamo definire un vino come:

    pallido
    scarico
    adeguato
    carico
    intenso
    scuro
    cupo

    La vista – la tonalità

    sabato, 26 luglio 2008
    {lang: 'it'}

    Seconda lezione sull’assaggio dei vini. Oggi parliamo del colore del vino, quell’aspetto che attira il nostro sguardo e ci invoglia alla degustazione

    Premessa necessaria: la tonalità del colore di un qualsiasi vino, va valutata in base alla tipologia del vino stesso, ovvero alle caratteristiche di pigmentazione delle uve presenti.

    Moscato

    La tonalità è influenzata da vari fattori quali l’intensità (ne parleremo nella prossima lezione), la maturazione delle uve, l’invecchiamento del vino, etc.

    Per le tipologie fondamentali di vini, le principali possibili tonalità

    Vino bianco: bianco carta; giallo paglierino (con o senza riflessi verdi, sintomo di giovinezza); giallo dorato; giallo ambrato (vini passiti, liquorosi o invecchiati)

    Vino rosato: rosa pallido; buccia di cipolla; chiaretto; cerasuolo

    Vino rosso: rubino; porpora; granato; aranciato; bruno

    Scala colore

    La vista – la limpidezza

    domenica, 20 luglio 2008
    {lang: 'it'}

    Iniziamo questa piccola guida all’assaggio dei vini partendo, come d’obbligo, dalla vista. La scheda per il giudizio sul vino riporta in prima riga la Limpidezza

    Un vino si definisce limpido quando possiede la capacità di farsi attraversare dalla luce.
    In poche parole un vino pulito, non torbido, senza sospensioni o depositi.

    Limpidezza

    La prova decisiva va effettuata inclinando in bicchiere su un foglio di carta bianco, l’ideale con qualche lettera scritta.
    Guardandolo dall’alto e verso l’unghia (la parte di vino prossima all’orlo del bicchiere) si può giudicare il grado di limpidezza, a seconda che si riesca più o meno bene a distinguere le lettere attraverso il liquido.

    E’ facilmente intuibile che la limpidezza è una caratteristica preponderante nei vini bianchi, meno ricchi di sostanze coloranti.
    Questo è un fattore che va tenuto in considerazione sempre e che non deve assolutamente penalizzare i vini rossi.
    Questi ultimi avranno semplicemente un diverso metro di misura.

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