Brunello di Montalcino Stella di Campalto 2006 Azienda Agricola San Giuseppe

Una splendida degustazione ONAV dedicata al Brunello di Montalcino DOCG mi ha fatto conoscere un vino e un'azienda giovani ma di gran classe

Una splendida degustazione ONAV dedicata al Brunello di Montalcino DOCG mi ha fatto conoscere un vino e un’azienda giovani ma di gran classe

Martedì sera ho partecipato a una delle innumerevoli serate che ONAV Lombardia organizza regolarmente. Protagonista indiscusso sella serata è stato il Brunello di Montalcino, vino storicamente scoperto e valorizzato dall’azienda Biondi Santi e portato sotto la luce dei riflettori internazionali dal Castello di Banfi. Un vino straordinario, ricco di storia e di tradizioni, che ha purtroppo accusato anche momenti di estrema difficoltà in tempi non molto lontani.

Dei sei vini degustati nel corso della serata i primi quattro erano dell’ultima annata in commercio, il 2007, mentre un quinto vino era del 2006 e l’ultimo un interessante e alquanto discusso 1996.

Di questi Brunello di Montalcino DOCG uno in particolare ha colpito la mia attenzione e quella di molti altri presenti in sala. Parlo del Brunello di Montalcino DOCG Stella di Campalto 2006 dell’Azienda Agricola San Giuseppe, realtà biologica sin dal 1996 e convertita alla biodinamica dal 2002.

La cantina si trova a Castelnuovo dell’Abate Montalcino, a sud della cittadina di Montalcino, non lontano dalla suggestiva Abbazia di Sant’Antimo. I sei vigneti, cinque dei quali destinati alla produzione della DOCG Brunello di Montalcino e della DOC Rosso di Montalcino, e il sesto alla DOC Sant’Antimo, sono protetti amorevolmente dai forti venti, dalla presenza del monte Amiata.

In azienda il sistema di lavorazione a caduta favorisce un percorso naturale delle uve, che arrivano sino ai 15 metri di profondità dove le aspetta la sala di invecchiamento con le barriques e i tonneaux per la maturazione nei legni per ben 44 mesi, più nove in bottiglia prima dell’uscita sul mercato.

Non esagero dicendo che il risultato è oltre ogni aspettativa. Consapevole del fatto che la biodinamica sia ancora una tecnica e una filosofia di produzione del vino poco conosciuta e, di conseguenza, poco apprezzata nel nostro paese, devo dire che il Brunello di Montalcino che mi sono trovato a degustare non mancava in nulla e, anzi, eccelleva in molti aspetti.

Tralasciando le caratteristiche visive, ormai quasi scontate in prodotti di un certo livello, il naso e la bocca erano uniti da finezza e armonia non comuni, con un incredibile bilanciamento tra corpo ed eleganza che rendeva il vino assolutamente di prim’ordine. Il finale lungo e non stucchevole chiudeva il cerchio di un’esperienza di degustazione assolutamente da premiare.

Di seguito riporto l’elenco degli altri vini degustati, per il quale ringrazio Giovanni Palazzi che li ha gentilmente condivisi sul gruppo Facebook di Onav Brescia e Franciacorta:

  • “Montosoli” Altesino 2007
  • “Poggio alle Mura” Castello Banfi 2007
  • Canalicchio di Sopra 2007
  • “Pian Rosso” Ciacci Piccolomini d’Aragona 2007
  • Podere S.Giuseppe – Stella di Campalto 2006
  • “Progetto Prime Donne” Donatella Cinelli Colombini 1996

Ringrazio anche Lorenzo Colombo, delegato ONAV di Lecco che, nonostante le non ottime condizioni di salute, ha saputo guidare la serata dedicata al Brunello di Montalcino in maniera chiara ed efficace.

Marco Andreani