Breve Nota Conclusiva sull’Edizione 2012 del Vinitaly

Sul perché questa edizione del Vinitaly è stata diversa e piacevolmente mossa, nella speranza che rappresenti l'inizio di un nuovo corso

Sul perché questa edizione del Vinitaly è stata diversa e piacevolmente mossa, nella speranza che rappresenti l’inizio di un nuovo corso

Ebbene sì… alla fine ne parlo! Tutti gli anni ho il dubbio se partecipare o meno alla fiera delle fiere del vino in Italia. Dubbio che sorge non per mancanza di fiducia nei confronti dei produttori o dell’organizzazione ma dalla scarsità di sorprese che ha caratterizzato le precedenti edizioni.

Ciò premesso non posso negare che quest’anno è stato diverso. Se non c’eravamo tutti tutti eravamo comunque in molti, con picchi da record di affluenza nella giornata di lunedì. La vera novità era rappresentata dalla riorganizzazione del calendario, che ha visto iniziare la manifestazione la domenica per concludersi il mercoledì.

Questa nuova impostazione sembra aver diminuito di molto l’affluenza di visitatori “scomodi”, a favore di un pubblico più interessato, rappresentato per la maggior parte da operatori del settore. Ho personalmente parlato con produttori sparsi più o meno in tutta Italia e tutti erano mediamente contenti della nuova scelta, evidentemente sollevati dal non aver dovuto affrontare casi evidenti di ubriachezza molesta come spesso capitava a fine giornata, soprattutto il sabato e la domenica.

Insieme a questo fattore ha contato molto anche il prezzo del biglietto, decisamente non per tutte le tasche, unito al fatto che sono circolati in numero decisamente inferiore al passato le mazzette di ingressi “operatore” a disposizione delle aziende e i passaggi di mano dei pass di ingresso riservati agli espositori (fate finta che questa non l’abbia scritta, considerato che non sarò certo io a scagliare la prima pietra ;-).

Ecco che forse con questa edizione Vinitaly ha ritrovato una dimensione che rischiava di logorarsi di anno in anno, anche se di veri e propri risultati per le aziende potremo parlare solo tra un po’ di tempo. Ricordiamoci infatti che Vinitaly, come tutte le fiere del vino, dovrebbero essere pensate e costruite per le aziende e per i loro prodotti.

Ascoltando le opinioni di chi stava dall’altra parte dello stand ho sentito più di un produttore evidenziare l’incredibile affluenza della giornata di lunedì, e devo dire che mi ha fatto particolarmente piacere ascoltare le loro voci stanche ma velate da un pizzico di soddisfazione in più.

Io personalmente sono stato in fiera domenica e martedì e devo dire che ho trovato tutto molto ordinato e piacevole, e di questo ringrazio anche le aziende che ho avuto il piacere di conoscere, quelle che già conoscevo e che apprezzo da tempo e le persone che mi hanno accompagnato o che ho incontrato in fiera, con le quali ho condiviso passione per il vino, risate, chiacchiere e quel pizzico di sana follia che naturalmente possediamo e che il vino sa responsabilmente esaltare.

Chiudo con un particolare apprezzamento verso Vivit, “Vigne, Vignaioli e Terroir”, la sezione della fiera dedicata ai vini naturali, dove ho osservato un continuo viavai di visitatori interessati e soddisfatti.

Qui l’Album Facebook Vinitaly 2012

Marco Andreani