Birra e Cazzotti di Brendan O’Carroll

Un romanzo che non sorprende ma promette e mantiene, una scrittura semplice e coinvolgente, una bella storia nella Dublino contemporanea

Un romanzo che non sorprende ma promette e mantiene, una scrittura semplice e coinvolgente, una bella storia nella Dublino contemporanea

Sparrow McCabe, un pugile stanco che ha mancato il suo colpo finale, Kieran Clancy, un agente di polizia ambizioso e idealista, Simon “Semplice” Williams, un gangster che tiene in pugno il sobborgo di Snuggstown ed infine, ma non meno importante, Dublino, con le sue luci notturne e le lunghe ombre in pieno sole, con le sue bellezze e le cicatrici che diventano strade e confini.

Questo è il territorio nel quale si muovono, respirano, sperano e combattono i personaggi disegnati dal talento di Brendan O’Carroll, interessante autore irlandese che si divide abilmente tra scrittura, regia e teatro. In questo romando dal titolo originale sempre più interessante e rappresentativo di quello in traduzione italiana, Sparrow’s Trap, O’Carroll riesce semplicemente a raccontare una bella storia, cosa assolutamente non scontata.

La sensazione avuta nel corso della lettura è stata proprio questa, al di là dello stile e della struttura della narrazione, si trattava di una bella storia, capace davvero di appassionare. In verità devo ammettere che, proprio come in certi film “furbi”, le svolte della vicenda sono piuttosto prevedibili, rendendo la lettura “aspettativa”, se così posso permettermi di definirla. Ciò però non toglie fascino al romanzo, anzi se ne coglie proprio il piacere di sapere che le cose sono andate esattamente come ce le aspettavamo, e che “quel modo” è, in assoluto, quello migliore possibile.

Non voglio lodare eccessivamente un certo stile narrativo che abitualmente non amo e normalmente non riuscirei ad apprezzare a pieno, ma a volte si ha proprio bisogno di storie semplicemente belle, che ci possano, in un certo qual senso, rassicurare ed accompagnare per mano, senza lasciare in alcun modo che ci si perda. Devo ammettere che l’eccessivo lieto fine è stato, in ogni caso, duro da digerire nonostante il favorevole stato d’animo nel quale mi trovavo, ma il retrogusto che mi è rimasto a file lettura si è rivelato comunque prolungato e dolcemente piacevole.

Ecco perché, se dovessi abbinare Birra e Cazzotti di Brendan O’Carroll ad un vino, sceglierei un vino rosso con una buona struttura ed un certo corpo, aiutato da un grado alcolico piuttosto elevato. Un vino grasso, morbido, probabilmente composto da vitigni internazionali, che regalano ai nostri sensi suggestioni che possiamo facilmente aspettarci. Un leggero appassimento secco delle uve renderebbe questo vino ulteriormente gradevole in bocca, catalogandolo come un vino magari non molto fine, magari neppure troppo elegante, ma comunque caratterizzato da una lunga persistenza e da un retrogusto “calcolato” che invoglia a versarne un altro bicchiere.

Marco Andreani
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